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Le piazze quadrate ad angoli chiusi nelle città siciliane di fondazione. Alcuni casi di studio
2013
La piazza delle città fondate in Sicilia tra Cinquecento e Settecento dalla classe baronale accoglie solitamente la sede del potere politico e religioso, palesata nel palazzo del fondatore e nella chiesa Madre, e con la sua posizione orienta la trama viaria, che è di regola a maglia ortogonale. Un caso particolare, non molto diffuso in Sicilia, è rappresentato dalla piazza ad angoli chiusi, attraversata nella mezzeria dei lati da una croce di strade, i cui esempi più noti possono individuarsi nelle piazze di Cattolica Eraclea (1610) e Palma di Montechiaro (1637), che nel testo vengono analizzate.
Un sistema di piazze per Paceco (TP) e un progetto per il “parco tematico Floriopoli” a Creda (PA)
2015
Un breve testo che spiega due progetti di Santo Giunta (capogruppo), Un sistema di piazze per Paceco (TP) e un progetto per il “parco tematico Floriopoli” a Creda (PA), per la mostra “architetture 2010/2012” organizzata e curata da Mario Chiavetta per OAPPC di Palermo.
I Quattro Canti di Palermo. Retorica e rappresentazione nella Sicilia del Seicento, 1608-2008
2011
Alla fine del 1608 si inaugurava solennemente il cantiere dei Quattro Canti di Palermo, l’ “Ottangolo” realizzato per definire architettonicamente la croce di strade costituita dai due rettifili della città, le vie Toledo e Maqueda. Nella ricorrenza del quarto centenario dalla fondazione, nell’anno 2008, sono state promosse una serie di iniziative culturali per aggiornare e approfondire il panorama delle conoscenze, in relazione alle diverse tematiche implicate in una vicenda pressoché unica. L’edizione di questo libro nasce dall’esigenza di precisare e divulgare gli esiti di tale dibattito; il volume raccoglie, infatti, alcuni studi elaborati da esperti operativi in ambiti disciplinari dif…
Disegno dal progetto di laurea
2015
Nell'ambito della ricerca sui possibili parchi nascosti di Palermo, in una accezione estesa della parola "parco", la tesi di laurea elaborava una lettura del continuum urbano degli spazi urbani percorribili in una sequenza diagonale, trasversale alle canoniche letture urbane della città di Palermo, denominata sinteticamente come "parco delle piazze".